arnold-ehretArnold Ehret, (Friburgo in Brisgovia, 29 luglio 1866 – Los Angeles, 9 ottobre 1922) è stato uno scrittore e insegnante tedesco, fondatore dell’ehretismo e fondatore e Maestro del Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco. Arnold Ehret era destinato fin dalla sua giovane età a svolgere la sua missione umanitaria come medico. Il fatto che soffrisse di una malattia dichiarata incurabile (il morbo di Bright) da eminenti medici di quel tempo e una sentenza di morte che gli fu messa davanti agli occhi, servirono solo a risvegliare lo spirito indomabile che più tardi risultò essere la caratteristica prominente di questo magnifico uomo.
Nel 1899 si recò a Berlino per studiare il vegetarianismo; poi ad Algeri, dove fece esperimenti con il digiuno e la dieta di frutta.
Agli inizi del Novecento, sempre secondo i suoi racconti, s’impegnò in una serie di digiuni, controllato da funzionari tedeschi e svizzeri: in un periodo di 14 mesi, completò un digiuno di 21 giorni; uno di 24; uno di 32; ed, infine, uno di 49 giorni. Tenne conferenze in tutta Europa.
La sua risolutezza nel curare se stesso ebbe così tanto successo che fu praticamente forzato dai suoi sfortunati simili sofferenti ad aiutarli a riguadagnare la salute; agli inizi del nuovo secolo aprì una “clinica” ad Ascona, Svizzera, dove trattò e sostenne di guarire migliaia di pazienti considerati incurabili.
Si potrebbe dire anche che era scontato che il Professor Arnold Ehret sarebbe diventato medico perché suo padre era un veterinario così di successo che i suoi vicini spesso chiedevano il suo aiuto per i loro malanni. Anche suo nonno era un medico e il destino decretò che Arnold Ehret dovesse seguire le loro orme.
La vasta conoscenza sul soggetto della salute é stata acquisita da Arnold Ehret per diretto contatto con migliaia di persone sofferenti che guarirono nella sua clinica, molti dei quali da cosiddette malattie incurabili. La sua chiarezza di espressione, la vigorosa, logica esposizione dei fatti alla sua maniera convincente e comprensibile é sufficiente per provare che la sua mente non era ostruita da qualsiasi interferenza meccanica.

Ehretismo (di Arnold Ehret)

L’ehretismo è lo stile di vita elaborato da Arnold Ehret basato sull’adozione di una dieta di tipo fruttariano, che esclude il consumo di prodotti di origine animale e industriale, o che comunque, nell’ambito delle sue teorie personali (che non sono mai state comprovate a livello medico e scientifico) produrrebbero quello che lui definiva “muco”.
Il “sistema” proposto da Arnold Ehret è costituito soprattutto dalla dieta basata su certi tipi di frutta e verdura (cotta o cruda), quest’ultima non amidacea e principalmente a foglia verde, il tutto coadiuvato da enteroclismi (lavaggi interni dell’intestino) quando ritenuti necessari, e dalla pratica di digiuni brevi sistematici, o più o meno lunghi a seconda dei casi e delle condizioni fisiche del paziente (età, malattie).
Tutto questo, secondo le sue teorie, eliminerebbe il “muco” intestinale precedentemente introdotto tramite l’alimentazione onnivora, e che egli personalmente riteneva – senza averne prove scientifiche – causa primaria della malattia in quanto avrebbe impedito il perfetto assorbimento dei nutrienti, e quindi sarebbe all’origine di numerose “carenze” e deficit, oltre che della “costipazione” dei vari organi interni al corpo umano.
Secondo le sue teorie pseudoscientifiche, il suo sistema di alimentazione (la dieta senza muco) applicato sempre secondo il suo metodo, doveva portare gradualmente al raggiungimento di uno stato ottimale di salute.
La sua teoria è in contrasto con quelle che sono le conoscenze biologiche e mediche universalmente accettate.

Concetto di muco

Quando Arnold Ehret parla di “muco” nei suoi libri, si riferisce alla sostanza prodotta nel tratto digestivo, da quei cibi che egli ritiene essere completamente anti-naturali per l’uomo. Quindi, produrrebbero come una “pasta collosa” che il corpo non riuscirebbe ad eliminare. Proprio a causa di questa sua caratteristica “vischiosa”, starebbe alla base del processo tossiemico, producendo così “malattia” (sarebbe il terreno di coltura per tutti gli agenti patogeni).
Secondo Arnold Ehret, questo “muco” intestinale sarebbe solo uno scarto patologico e si accumulerebbe in tutto il corpo. Alimentato dai prodotti di derivazione animale e farinacei, ma soprattutto da quelli chimici e industriali, escluderebbe un sottilissimo e importantissimo strato lubrificante degli intestini.

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Terapia secondo Arnold Ehret

Il modo di eliminare questo muco dannoso starebbe, più che nelle terapie (naturali o non), come già detto nella dieta: Arnold Ehret sosteneva che il ritorno ad un modo di alimentarsi che egli riteneva essere quello più idoneo per l’uomo, permetterebbe al corpo di guarire naturalmente sé stesso, senza l’applicazione di particolari terapie, se non una serie di digiuni però mai estremi.

Il suo metodo consisteva in:

  • Dieta: un progressivo cambiamento delle abitudini alimentari (esclusione graduale dei cibi elaborati con i sistemi di lavorazione industriale, delle bevande alcooliche e di tutti quei cibi che una volta ingeriti insomma producessero “muco” sopra le pareti intestinali e nel sangue);
  • digiuni più o meno lunghi;
  • esercizio fisico;
  • bagni di sole e bagni d’aria.

Una Fisiologia nuova

Arnold Ehret nei suoi scritti, paragonava il corpo umano ad una macchina composta da tubi, il sistema circolatorio, il cui motore però (i polmoni) verrebbe alimentato dall’aria (per effetto della differenza di ‘pressione’ esercitata sugli organi elastici), e non quindi dal cuore (che sarebbe solo una valvola); oltre a questo, da una dieta costituita di frutta e ortaggi (non amidacei) a foglia verde: questo sarebbe l’unico modo di nutrirsi più adeguato per il genere umano. Altrimenti, il “muco” generato avrebbe ostruito ben presto vene e arterie, riducendo così la pressione arteriosa, la principale fonte di vitalità e forza, in quanto sarebbe appunto l’aria a mantenere in vita il “motore” della “macchina umana”.
Conseguentemente, insegnava una nuova fisiologia; della stessa, formava parte anche il concetto che i globuli bianchi, attualmente conosciuti come importanti elementi del sistema immunitario, fossero invece materiali di scarto e rifiuto, che avvelenassero cioè il sangue.
Sosteneva che in un corpo perfettamente pulito e sano, quindi senza la minima traccia di “muco” (globuli bianchi), fosse possibile addirittura assimilare direttamente l’azoto (la parte essenziale delle proteine) dalla stessa aria respirata, invece che dalla carne. E questo spiegava secondo lui, la forza e l’efficienza generate per esempio da certi fachiri indiani praticamente “pelle e ossa”. Inoltre in una condizione simile, il corpo verrebbe a trovarsi in grado di trarre maggiore vantaggio dagli zuccheri della frutta e, quindi, maggiore energia, cosa resa impossibile, a suo dire, dalla presenza del “muco”, che ne impedisce la digestione corretta e l’assimilazione.

Diete di transizione e semi-digiuni

I cambiamenti alimentari per raggiungere tale obiettivo erano proposti con l’applicazione di diete intermedie chiamate “di transizione”, fino al raggiungimento della dieta senza muco, appunto. Mentre quelli bruschi, “radicali” e immediati, erano fortemente sconsigliati da Ehret. E in questo differiva molto dall’idea dell’igienismo che aveva per esempio Herbert Shelton, il quale predicava (per lo meno sul digiuno) invece proprio il contrario.
Secondo Arnold Ehret si trattava conseguentemente di un percorso piuttosto lento. Nel suo libro afferma che un uomo medio in condizioni normali (cioè non malato gravemente) avesse bisogno come minimo di tre anni di “pulizia” intermedia, fatta di digiuni e semi-digiuni (con succhi di frutta o verdura) intercalati fra loro, prima di arrivare a poter solo lontanamente pensare di essere in grado di nutrirsi come si conviene: ossia, esclusivamente di frutta e aria (azoto).
Questo perché altrimenti lo scioglimento troppo veloce e rapido di muco, afferma, si riverserebbe direttamente nel sangue; ed essendo che in un digiuno il volume di vene e arterie (nonché di dotti linfatici) diminuisce, il circolo sanguigneo non sarebbe così poi più in grado di eliminarlo convenientemente dai reni (cosa fattibile solo “gradualmente”). Si bloccherebbe cioè tutto; avremo intasato di muco le “tubature” della “macchina umana”.

Parallelismo tra Arnold Ehret e altre correnti

Arnold Ehret definiva il suo metodo come differenziato e a sé stante; taluni tuttavia assimilano le teorie di Ehret a altre terapite alternative denominate “igieniste” , in quanto le sue nozioni sulla malattia  (tossiemia) e altri concetti sempre relazionati alla salute e patologia del corpo, non sono molto dissimili da quelli di altri suoi contemporanei che si occupavano dello stesso argomento.
Quello dei digiuni più o meno razionali; dei bagni di sole; e della corretta alimentazione, la migliore per l’essere umano; nonché della tossiemia interna all’organismo, come unica causa generante di tutte le cosiddette malattie; fanghi, tisane, o enteroclismi vari; sono tutti pilastri e argomentazioni prese come base, per i loro “sistemi di guarigione naturale alternativi”, anche da altri autori famosi del tempo suoi contemporanei, come Louis Kuhne o Sebastian Kneipp.
Questi ultimi due, compatrioti di Ehret, come lui erano d’accordo per esempio sul fatto che l’individuo necessitasse di un lungo e paziente tempo, come minimo anni, prima di poter guarirsi completamente coi loro metodi; disapprovavano cioè, le “terapie d’urto”. Però al contrario di questi, come molti altri naturopati del tempo, asserivano invece che “elementi” aggiuntivi esterni, quali argilla per esempio, saune o tisane, potessero invece aiutare ad accelerare molto questo processo di “disintossicazione tossiemica” interno; qualunque ne fosse stata la causa. Ehret, restava invece fermamente convinto della loro completa inutilità (opinione condivisa anche da Herbert Shelton).

Controindicazioni e Critiche

Dell’Ehretismo, la medicina contesta innanzi tutto l’assenza di sperimentazione su base scientifica del modello proposto. Non risulta siano stati fatti studi secondo il metodo scientifico che possano avvalorare le tesi di Ehret; quindi, in definitiva: la sua pericolosità sarebbe simile a quella di molte altre medicine alternative; ossia, spingere il praticante ad abbandonare forme di cura scientifiche, per privilegiare forme di cura alternative prive invece di valenza scientifica.
La pericolosità nascerebbe poi, anche da eventuali cure “fai da te”. Nel caso del digiuno, per esempio: esso innescherebbe, in tutte quelle correnti che lo applicano, il deleterio processo della gluconeogenesi; inoltre, ogni diminuzione di peso corporeo, sempre secondo la medicina ufficiale, nell’arco degli anni aumenterebbe la mortalità.
Inoltre non è da dimenticare che una dieta con poche proteine e ricche di carboidrati come può essere quella ehretista, può portare solo problemi e danni, come una diminuzione della sensibilità all’insulina creando pericolosi cali glicemici e porre in uno stato di eccitabilità, deleterio e pericoloso per i rapporti sociali con il prossimo.